lunedì 18 agosto 2014

Governo, Bobba ammette: intervento sulle pensioni oltre 2.000 euro

Il governo alla fine confessa: "Interverremo sulle pensioni". Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un'intervista al Corriere della Sera è stato chiaro: "Stiamo pensando ad un contributo di solidarietà, o ad un sistema che ci permetta di intervenire sulle pensioni alte". Già, ma alte quanto? E' giallo sulla soglia oltre cui scatta la tagliola del governo. Finora
- scrive Libero Quotidiano - tra indiscrezioni, piani e bozze si era parlato di tagli alle pensioni oltre i 3 mila euro. Ma adesso, sempre dal ministero del Lavoro, arriva una doccia fredda per milioni di pensionati: la soglia potrebbe abbassarsi fino a 2 mila euro. Dunque l'intervento non sarà sulle pensioni davvero alte, ma su quelle medio-alte per aiutare gli esodati. L'ipotesi è allo studio, conferma il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba: "Dovremo fare un intervento legittimo (in modo che non venga bocciato dalla Consulta), ed equo: ovvero chi ha redditi da pensione particolarmente alti attraverso un contributo sostiene gli interventi a favore di coloro che non hanno né salario né pensione". Non è ancora stabilito  - racconta a Repubblica - a partire da quale cifra scatterà il contributo: da ambienti vicini al ministero si apprende che "chi ha una pensione modesta, fino a 1500, 2000 euro al mese, certo non potrà essere chiamato a versare questo contributo". "Le pensioni d'oro sono poche, la maggior parte dei pensionati prende un assegno da 800 euro bloccato da 16 anni e non ha neanche avuto il contributo di 80 euro", obietta Annamaria Furlan, segretario generale aggiunto Cisl. E a proposito dell'articolo 18, osserva che "tutto questo discutere da parte della politica è assurdo, e con tre milioni di disoccupati e il 50% dei giovani senza lavoro è anche stucchevole. I veri problemi sono la mancanza e la precarizzazione del lavoro".

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