lunedì 25 agosto 2014

Scuola, il ministro Giannini: elimineremo le supplenze con la riforma

La riforma della scuola del Governo Renzi supererà il sistema delle supplenze così come sono intese oggi. Ad annunciarlo, dal meeting di Rimini, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che ha spiegato come le supplenze vadano "riconsiderate", anche perché "si sa già dall'inizio dell'anno scolastico quali sono i posti da sostituire stabilmente" ma "un meccanismo
perverso che ci trasciniamo da decenni non ci consente di lavorare se non con l'organico di diritto e quindi di riempirlo attraverso le graduatorie". "I supplenti non saranno eliminati fisicamente come vedrete", ha ironizzato il ministro, ma l'obiettivo, ha precisato, è "ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall'organico funzionale". D'altra parte, ha aggiunto, "le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve". Il ministro ha in mente "un sistema educativo che potenzi il diritto allo studio ma che restituisca professionalità agli insegnanti consentendo loro la formazione e l'aggiornamento in maniera strutturale e non occasionale, che curi definitivamente la piaga del precariato". Sui dettagli e sulle risorse il ministro rimanda alla conferenza stampa del 29 agosto ma intanto annuncia cambiamenti anche a livello contrattuale. Tra le novità in campo dovrebbe esserci anche una spinta maggiore all'alternanza scuola-lavoro, che attualmente coinvolge appena il 9% degli studenti italiani e l'1% delle imprese. "La dispersione scolastica è ancora altissima - ha aggiunto il ministro - e noi dobbiamo evitare di perdere questi ragazzi. Entrare in azienda è un percorso di formazione non solo professionale ma anche umano, vogliamo una via italiana al modello duale tedesco". Per questo obiettivo, il ministro lancia anche un appello anche al mondo delle imprese, per mobilitare capitali privati, in particolare nel rilancio della formazione professionale. "I laboratori sono cruciali ma non se dotati di strumenti utilizzati dalle imprese 30 anni fa: servono stampanti 3D, laser, nuove tecnologie. Occorre guardare avanti, a ciò che servirà al paese nei prossimi 20 anni", ha detto la Giannini.

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