martedì 16 settembre 2014

Aumento Iva, Europa mette nel mirino le aliquote italiane al 4 e 10%

Dopo l'aumento Iva dal 21 al 22% che ha fatto registrare una ulteriore calo dei consumi, questa volta i rincari riguarderebbero le due aliquote agevolate, quelle del 4 e del 10%, che colpirebbero anche i generi alimentari. L'ordine a quanto pare arriva da Bruxelles. Secondo quanto racconta il Messaggero l'ultimo avviso sarebbe arrivato solo un paio di giorni
fa. "I recenti interventi volti ad alleggerire la pressione fiscale sui fattori di produzione sono stati piuttosto limitati. Vi è il margine - spiega il documento - per spostare ulteriormente il carico fiscale verso i consumi. E' determinante anche una revisione delle aliquote ridotte dell'Iva e delle agevolazioni fiscali dirette". Bruxelles vorrebbe che l'Italia intervenisse sulle aliquote Iva per generare nuovo e fresco gettito da utilizzare eventualmente nelle proprie politiche espansive da tempo annunciate e che finora si sono concretizzate unicamente nei famosi 80 euro. L'aliquota minima, quella del 4%, riguarda beni di prima necessità quali pane, pasta, riso, farina, latte, burro, formaggi, olio d'oliva, frutta, verdura e patate. Verrebbe colpita anche l'editoria ce già versa in una crisi comatosa. Ma è anche su occhiali, lenti a contatti, materiali terapeutici, mense aziendali e scolastiche. A rischio anche la fascia di beni con aliquota al 10%. Subirebbero rincari cinema e teatri, alberghi e pensioni, tutti i trasporti, l'energia elettrica, il gasolio e il gas, la raccolta dei rifiuti, nonché i lavori di ristrutturazione edilizia. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. "In una situazione di disastro dei consumi, non vogliamo credere che si mettano ancora le mani sull'Iva - scrive Confesercenti - Sarebbe davvero una follia, specie in una situazione nella quale l'Italia è già con un piede nella deflazione: anche se si trattasse di uno spostamento selettivo di beni dalle aliquote più basse, quelle del 4% e del 10%, un'ulteriore caduta dei consumi sarebbe infatti inevitabile". "Con una pressione fiscale che quest'anno si attesterà al 44%, record storico toccato anche nel 2012 - dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - bisogna assolutamente evitare qualsiasi nuovo aumento della tassazione, tra cui quello dell'Iva. Chi ritiene che non sia così, non ha compreso che se dovessero essere ritoccate all'insù le aliquote agevolate dell'Iva, a pagare il conto sarebbero soprattutto le famiglie meno abbienti".

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