giovedì 25 settembre 2014

Cassazione, possibile ottenere lo sconto di pena per stupro completo

La Cassazione non esclude l'applicazione dell'attenuante di minore gravità, nei casi di abusi sessuali commessi ai danni della consorte. Lo si evince da una sentenza depositata ieri dalla terza sezione penale della Cassazione, che ha annullato con rinvio "limitatamente alla ravvisabilità dell'ipotesi attenuata" la condanna (la cui entità non è riportata) inflitta ad un uomo per
maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla moglie. La Corte d'Appello di Venezia aveva condannato l'uomo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla moglie e aveva escluso l'ipotesi attenuata del fatto "di minor gravità" sulla base della considerazione che un rapporto sessuale completo non consentirebbe di configurare tale attenuante. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'uomo, il quale aveva anche evidenziato che le violenze erano state sempre commesse sotto l'influenza dell'alcol. "Ai fini della concedibilità dell'attenuante di minore gravità - si legge nella sentenza 39445 depositata ieri - assumono rilievo una serie di indici" riconducibili "al grado di coartazione esercitato sulla vittima, alle condizioni fisiche e mentali di quest'ultima, alle caratteristiche psicologiche, valutate in relazione all'età, all'entità della compressione della libertà sessuale e al danno arrecato alla vittima anche in termini psichici". Dunque, i giudici di piazza Cavour osservano che "così come l'assenza di un rapporto sessuale completo non può, per ciò solo, consentire di ritenere sussistente l'attenuante, simmetricamente la presenza dello stesso rapporto completo non può, perciò solo, escludere che l'attenuante sia concedibile, dovendo effettuarsi una valutazione del fatto nella sua complessità". La Corte d'Appello di Venezia, dunque, dovrà riesaminare il caso per valutare se sia ravvisabile l'attenuante per il fatto di minor gravità". "Stiamo sminuendo l'importanza di un delitto così efferato come lo stupro che sembra quasi un'istigazione a delinquere. E questo avviene in un momento particolarmente grave e violento per le donne, dove quasi ogni giorno c'è una donna uccisa" dice Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa. Sottolineando di non conoscere la sentenza nel dettaglio, la presidente dell'associazione afferma: "La cosa più preoccupante è che c'è un disinteresse completo da parte della politica verso la violenza alle donne. Invito tutte le associazioni a parlare e denunciare questa situazione perché nel silenzio si moltiplicano i delitti peggiori".

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