venerdì 24 ottobre 2014

Calderoli: governo sordo su stop a invasione di immigrati clandestini

Dopo l'imponente manifestazione di sabato scorso a Milano, Renzi e i suoi ministri pare non abbiano ancora compreso il messaggio. Non pensavo fosse così difficile capire che le oltre centomila persone presenti, rappresentanza di una parte della popolazione che anche dai sondaggi risulta maggioritaria, hanno chiesto di fermare Mare Nostrum, non di cambiargli nome!".
Lo scrive su Facebook il leghista Roberto Calderoli. "Anche oggi centinaia di clandestini sono sbarcati sulle coste siciliane, andando ad ingrossare le fila dei villeggianti ospitati a spese nostre in alberghi pluristellati per un tempo indeterminato - insiste Calderoli -. I buonisti interessati sostengono che non si fermeranno qui, ma perché mai dovrebbero volersene andare se sono serviti e riveriti con ogni confort, alla faccia delle famiglie italiane in difficoltà che vengono lasciate allo sbando?". "Inoltre quei pochi che tentano di spostarsi in altri paesi, nei quali evidentemente la difesa delle frontiere è presa sul serio, vengono sistematicamente rispediti indietro - prosegue l'esponente della Lega -, l'Europa se ne fotte e dice che sono sostanzialmente cazzi nostri, allora per quale motivo dovremmo sottostare ai diktat quando si minacciano sanzioni in caso di mancata accoglienza, senza che poi la problematica venga condivisa a livello continentale? Io sto con gli oltre centomila di Milano e con tutte le persone di buon senso: fermiamo l'invasione, facciamo accordi con gli stati di provenienza come li aveva fatti con ottimi risultati Maroni, impedendo che chi non è davvero profugo (ossia il 90% dei "migranti") giunga da noi e utilizziamo i soldi risparmiati per aiutarli davvero, ma a casa loro!". Intanto, la Corte europea per i diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia per l'espulsione collettiva di un gruppo di migranti afghani, tra il 2008 e il 2009, che furono privati della possibilità di chiedere il diritto di asilo. La vicenda coinvolse 35 persone (oltre a 32 afghani, due sudanesi e un eritreo), tutte provenienti dalla Grecia. Il ricorso fu presentato dagli afghani Reza Karimi, Yasir Zaidi, Mozamil Azimi e Najeeb Heideri, entrati in territorio greco illegalmente in date diverse tra il 2007 e il 2008, e poi imbarcatisi a Patrasso alla volta dei porti di Bari, Ancona e Venezia, dove arrivarono tra il gennaio del 2008 e il febbraio del 2009. Lì furono intercettati dalla polizia di frontiera e immediatamente rispediti in Grecia. L'Italia, secondo la Corte, ha violato gli articoli 3 e 13 della Convenzione europea dei diritti umani che impongono al paese in cui arrivano i migranti di garantire l'accesso alla procedura d'asilo e l'articolo 4 che vieta le espulsioni collettive. Roma, afferma Strasburgo, ha esposto il gruppo di migranti ai "rischi" derivanti dall'averli rispediti in Grecia, un paese definito carente nelle procedure di asilo.

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