martedì 14 ottobre 2014

Legge di stabilità: manovra da 30 miliardi, taglio di tasse per 18 mld

Trenta miliardi di impatto complessivo, 18 miliardi di tasse in meno, equamente distribuiti tra vantaggi in busta paga per i lavoratori e sgravi alle aziende: ma solo a quelle che fanno occupazione "di qualità", ovvero a tempo indeterminato. Sceglie la platea degli imprenditori, Matteo Renzi, per svelare la "sua" prima legge di Stabilità. E il messaggio - anzi "la
sfida" come la chiama il premier - agli industriali riuniti a Bergamo è chiaro: il sostegno del governo c'è, ma solo per quelli che creano occupazione. E dunque 6,5 miliardi serviranno ad eliminare la componente lavoro dal calcolo dell'Irap, un altro miliardo andrà invece per gli sgravi contributivi per chi assumerà un nuovo lavoratore a tempo indeterminato. Zero contributi per tre anni, e per lavoratori che - in virtù del Jobs Act - non godranno delle tutele dell'articolo 18. Il numero "18" su cui Renzi vuole attirare l'attenzione non è dunque quello dell'articolo dello Statuto dei Lavoratori, ma l'ammontare della "più grande opera di riduzione delle tasse mai tentata in Italia". Dieci miliardi per confermare il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo per le detrazioni fiscali a vantaggio della famiglia, il resto - 7,5 miliardi - alle imprese: "Dal 2015 viene abolita la ", quella che "manda fuori di testa" gli imprenditori che la pagano comunque, anche se l'azienda è in crisi, e che "vale 6,5 miliardi". E' questo l'asso nella manica del premier, "il messaggio che l'Italia cambia davvero". E poi c'è il miliardo per rendere "più vantaggioso" il contratto a tempo indeterminato: un messaggio alle imprese, che ora Renzi "sfida ad assumere a tempo indeterminato", ma anche al sindacato. Poi annuncia "Uno spazio di patto". Nella legge di stabilità "verranno liberate risorse per i Comuni per 1 mld di euro. Sottolinea: "Vorrei eliminare il patto di stabilità per i Comuni e le Regioni" ma intanto "saranno liberati un miliardo di euro, il che significherà un miglioramento dei margini del 77%a favore degli enti locali". Solo un allentamento perchè dice: "È vero che il patto è stupido, ma dobbiamo dimostrare credibilità ai partner europei e ai mercati manterremo gli impegni presi dagli altri governo". Aggiunge: "A me non piace il fiscal compact, ma è stato votato e ora non posso dire che non lo rispetto. Non sforo il 3% ma comunque arrivo al 2,9% e libero 11,5 miliardi". Il governo in materia di Tfr sta cercando un accordo con le banche che consenta il finanziamento delle piccole e medie imprese. "Vogliamo consentire a chi vuole di lasciare il Tfr su base mensile" nelle aziende, "e cerchiamo un accordo con banche per un'operazione di sostegno alle piccole e medie imprese".

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