mercoledì 12 novembre 2014

Grillo a Bruxelles, lite con Consoli: solo dittatori non vogliono stampa

"Siete voi irresponsabili più dei politici e meno male che i vostri giornali stanno chiudendo". Beppe Grillo contro un giornalista, Lorenzo Consoli, il corrispondente a Bruxelles di Askanews. Il leader del Movimento 5 Stelle ha presentato la raccolta firme per un referendum contro l'euro. Poi però si è rifiutato di accettare domande dai giornalisti. Ecco cosa è successo e cosa ci dice Lorenzo
Consoli: "Putin fa le conferenze stampa, intervengono gli amici suoi e dicono grazie di aver parlato. I giornalisti devono fare le domande, che cos'è questa storia? E' una conferenza stampa...". "Alla fine invece di dare la parola ai giornalisti, il primo che ha parlato è stato un membro del gruppo parlamentare in cui sta il 5 Stelle dicendogli grazie, noi la sosteniamo... siamo molto contenti che sta qua... quanto sei bello, quanto sei bravo. A me hanno ricordato moltissimo una conferenza stampa con Putin nel 2003 a San Pietroburgo in cui più  o meno succedevano le stesse cose, cioè i giornalisti intervenivano per ringraziare, ammirare, dichiarare la loro grandissima ammirazione per questo enorme leader politico, e lui poi diceva  'va bene grazie per le domande ora non ho più tempo'. Io non discuto minimamente ciò che Grillo dice. Io sono un giornalista, sono un testimone. Chiedo che lui rispetti le regole dell'informazione democratica, che lasci ai giornalisti il loro ruolo di giornalisti, che non cerchi ogni volta di eliminare la mediazione della stampa. Questo lui lo dice e lo teorizza spessissimo. Ma eliminare la mediazione della stampa per arrivare direttamente al popolo con il suo messaggio è il sogno totalitario di tutti i dittatori". "Comincia a fare domande per cercare un posto di lavoro, perchè tra un pò le sovvenzioni pubbliche ai vostri giornali non ci saranno più... E quando sarete degli organi liberi io risponderò alle vostre domande". Grillo per circa trenta minuti parla della campagna anti-euro, ma non perde l’occasione per attaccare Bce e Germania. La prima merita una citazione pesante: "Noi non siamo in guerra con l'Isis, ma con la Bce". Con la seconda l'atteggiamento è quasi identico: "I tedeschi offendono me e il Movimento, ma anche l'Italia, dimenticando che la mafia c'è anche in Germania ed è un paese corrotto". La Francia, da parte sua, riceve "la più grande tangente d'Europa" sotto forma di un Europarlamento che si sposta tra il Belgio e Strasburgo. L'Italia invece deve "riprendere la propria sovranità nazionale", con "la Banca d'Italia che torna a stampare la nostra moneta nella nostra terra". Insomma, il leader grillino ne ha davvero per tutti. Non manca l'ormai solito attacco al capo dello Stato. "Noi abbiamo chiesto l'impeachment per Napolitano. Senza di lui questa mancanza di dignità economica e sociale non ci sarebbe stata". Anche Juncker finisce sotto accusa: "Ma da chi è stato eletto? Si tratta di un ex ministro delle finanze di un paese paradiso fiscale".

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