mercoledì 17 dicembre 2014

Caso Marò: impatto su relazioni Ue-India, Latorre non può rientrare

Il caso dei due Marò sotto accusa in India "rischia di avere un impatto sulle relazioni complessive fra l'Unione europea e l'India, e di pesare anche sulla lotta mondiale contro la pirateria, nella quale l'Unione europea è fortemente impegnata". Lo ha affermato in una nota - rilanciata su Twitter e letta in conferenza stampa oggi a Bruxelles dalla portavoce Maja Kocijancic - l'Alto
Rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini. Commentando la decisione delle autorità indiane di respingere la richiesta di Massimiliano Latorre di prorogare la propria permanenza in Italia per ragioni mediche, e di negare all'altro marò, Salvatore Girone, che è rimasto in India, il permesso di tornare a casa per il periodo natalizio, Mogherini l'ha definita "deludente, visto che non si è ancora dimostrata possibile una soluzione concordata con lungamente attesa soluzione concordata insieme" fra Italia e India. "La vicenda dei due marò va avanti da quasi tre anni", e l'Ue, ha ricordato l'Alto Rappresentante, "ha lanciato ripetutamente un appello per una soluzione reciprocamente accettabile, basata sul diritto internazionale, nell'interesse sia dell'Italia che dell'India". L'Ue, conclude la nota di Mogherini, "continuerà a seguire da vicino la vicenda, in contatto con il governo italiano, e reiterando il suo appello per una soluzione rapida". Sul caso - scrive AskaNews - anche il governo italiano si è espresso con fermezza manifestando profonda irritazione e preannunciando iniziative diplomatiche più forti. Con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono in gioco "principi irrinunciabili di sovranità e diritto internazionale" e di fronte a "un atteggiamento inaccettabile" delle autorità giudiziarie indiane "l'Italia ha l'obbligo di reagire" in modo "fermo e unitario", ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Il governo" italiano, "si riserva di effettuare tutti i passi necessari a partire dall'urgente richiamo per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Nuova Delhi", Daniele Mancini. Non ci sarà certo "una rottura delle relazioni diplomatiche", ma all'indomani della decisione della Corte Suprema l'Italia non nasconde la sua profonda "irritazione" e si dice pronta a "valutare tutte le opzioni". "Non c'è dubbio che tra le ulteriori decisioni su cui dobbiamo ragionare non possiamo affatto escludere il pratico avvio dell'arbitrato" internazionale "e dobbiamo sapere che questa ipotesi è molto chiaramente sul tavolo", ha sottolineato il titolare della Farnesina. Intanto, Massimiliano Latorre, in Italia per quattro mesi di convalescenza dopo il grave malore accusato a Delhi, non farà ritorno in India. Le sue, ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, "non sono condizioni che possono consentire una partenza dall'Italia, considerata anche la data ravvicinata" del previsto rientro, ovvero metà gennaio. Proprio per questo, per potere proseguire cure e riabilitazione ed eventualmente sottoporsi a un intervento chirurgico, il fuciliere di Marina aveva chiesto di prolungare la sua permanenza in Italia. Dunque, non si tratta di "un atto di sfida né della volontà di scontro", ma di "una serena e ferma presa d'atto di una situazione", ha commentato ancora Pinotti.

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