martedì 30 dicembre 2014

Renzi: escluso contagio da Grecia, legge elettorale ok entro gennaio

Crisi, Jobs act, Quirinale, Italicum. Matteo Renzi a 360 gradi nella conferenza stampa di fine anno. ''L'Italia ce la farà'', dice con forza il premier paragonandosi ad Al Pacino in 'Ogni maledetta domenica' ("con il coach sempre a dire ai suoi che ce la possono fare"). E la parola per il 2015, sottolinea Renzi riferendosi alla situazione del Paese, "è ritmo, senso di cambiamento,
urgenza". Non basta, comunque, "cambiare ritmo, bisogna cambiare l'umore degli italiani". Esclude un eventuale effetto contagio della Grecia sull'Italia e si dice "per niente preoccupato delle sfide che ha davanti l'Italia nel 2015''. Il nostro paese "non si cambia con uno schiocco di dita come Fonzie, ma con un lavoro sistematico". Orgoglioso di un governo "che ha fatto meno leggi e più riforme", Renzi è convinto che dall'Ilva a Meridiana "riusciremo non solo a rimettere in moto l'Italia ma a farla correre". ''Sono stato io'' a proporre di escludere dalle deleghe sulla riforma del lavoro il pubblico impiego, afferma il presidente del Consiglio spiegando che le norme sugli statali saranno contenute nel ddl Madia. Nel pubblico impiego ''va creato un meccanismo per cui chi sbaglia paga", allo stesso tempo ''va incentivato il merito''. Per i fannulloni "va messa la condizione di mandarli a casa''. "L'Italicum, con il capolista bloccato e la possibilità di preferenze, è "un Mattarellum con preferenze", dice il presidente del Consiglio mostrando un fac-simile di come potrà essere la scheda una volta approvata la nuova legge elettorale, definita dal premier "molto seria, molto tranquilla, molto semplice". Il candidato "di quel collegio lì è chiaramente riconoscibile in più c'è lo spazio per mettere due preferenze, un uomo e una donna. Io lo trovo un meccanismo di una semplicità impressionante". E "non ho nessuna preoccupazione sulla costituzionalità della nuova legge elettorale" perché la riforma "è semplice e rispettosa della sentenza anti-porcellum" della Consulta. Sull'iter evidenzia: "Immaginiamo di approvare" la legge elettorale al Senato "entro gennaio'' e poi tornare ''in tempi rapidi'' alla Camera. Il premier non si sbilancia sull'identikit dell'eventuale prossimo presidente della Repubblica. ''Quando ero piccolo c'era un gioco carino: 'Indovina chi'. Dovevi rispondere alle domande 'Ha il cappello? Porta i baffi?' È un gioco meraviglioso ma io non partecipo", afferma Renzi. Così "sui rapporti tra Berlusconi e Prodi - taglia corto - non sono in grado di rispondere". Il presidente della Repubblica, spiega, "deve avere i requisiti previsti dalla Costituzione: ha funzioni tipicamente politiche con la 'p' maiuscola, anche se nel corso della storia'' ci sono stati diversi tecnici alla presidenza. "La legislatura dura fino al 2018, ci sono i numeri per eleggere il Presidente della Repubblica se e quando avverrà il passaggio necessario", sottolinea. Quella dei marò è "una vicenda molto seria e difficile per ciò che è accaduto in passato, ma l'India, Paese amico e alleato,negli ultimi giorni ha finalmente aperto un canale di confronto diretto anche con dichiarazioni ufficiali che abbiamo apprezzato".

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