martedì 6 gennaio 2015

Giornata Pace, lettere di Napolitano a Papa Francesco e Raul Castro

Giorgio Napolitano si prepara al proprio congedo dal Quirinale e, in occasione della 48esima Giornata Mondiale della Pace, scrive rispettivamente a Papa Francesco e a Raul Castro. La lettera di Napolitano a Papa Francesco arriva all'indomani del messaggio che il pontefice ha pronunciato in occasione del giorno di Capodanno dedicato alla preghiera per la pace. "Santità, il suo
messaggio in occasione della celebrazione della 48^ Giornata Mondiale della Pace è stato per me, come ogni anno, occasione di attenta e partecipe riflessione  - scrive il Capo dello Stato -. Il fenomeno drammatico della schiavitù, come puntualmente richiamato da Vostra Santità, è solo apparentemente lontano da noi, nel tempo e nello spazio. Al contrario, e malgrado la quotidiana condanna sul piano del diritto e le reiterate dichiarazioni di principio, sono ancora oggi troppo frequenti e diffuse molteplici forme di privazione della libertà e dignità degli esseri umani. Non è un caso, d'altra parte, che alcune delle riflessioni contenute nel messaggio di Vostra Santità siano al centro dell'agenda politica nazionale ed europea, a partire dal tema dell'accoglienza per i migranti ed i richiedenti asilo, sul quale Vostra Sanità ha voluto, sin dal principio del Suo Pontificato, attirare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale. Se, infatti, alla base del fenomeno della riduzione in schiavitù vi è indubbiamente una concezione antropologica distorta e distorsiva, spetta alle Istituzioni e ai Governi agire sulle cause sociali ed economiche che portano alcuni esseri umani ad abusare di altri, attraverso forme di costrizione fisica e psicologica mentre, sul piano politico, l'attenzione deve essere rivolta in primo luogo alle politiche del lavoro e all'istruzione, che costituiscono gli strumenti fondamentali per costruire una società più giusta e rispettosa dell'uomo. Altrettanto deciso deve essere lo sforzo nella lotta alla criminalità nelle sue svariate forme, dallo sfruttamento della prostituzione alla pratica del lavoro nero, dalla corruzione al traffico di esseri umani [...] A conclusione di questa rapida riflessione mi permetta, Santità, di condividere il Suo invito a trasformare il fenomeno, per molti aspetti controverso, della globalizzazione in una forza positiva e coinvolgente 'di solidarietà e di fratellanza', che possa avvicinare soggetti diversi e non contribuire invece a rendere ancor più difficili da colmare le disparità economiche e le divaricazioni sociali oggi esistenti". Nel messaggio al presidente Castro si legge: "In occasione della Festa Nazionale mi è gradito formulare, a nome del popolo italiano e mio personale, i migliori auguri per la prosperità e il benessere dell'intero popolo cubano. Cuba ha appena contribuito a una decisione di portata storica, che apre una fase completamente nuova delle relazioni con gli Stati Uniti, ormai da decenni bloccate ad un livello non confacente alle loro potenzialità e prospettive. Sono certo che dalla distensione e dall'auspicabile progressivo sviluppo dei rapporti tra Washington e L'Avana discenderanno conseguenze feconde non soltanto per Cuba e gli Stati Uniti, ma per l'intero continente americano. Confido inoltre che tali, positivi sviluppo possano riverberarsi positivamente anche sulle relazioni tra Roma e L'Avana e su quelle tra Cuba e l'Unione Europea nel suo complesso".

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