martedì 14 aprile 2015

Antitrust: ex grillini in Sicilia denunciano spot su promo tagli stipendi

Un gruppo di ex grillini in Sicilia ha presentato una denuncia all'Antitrust. Sotto accusa lo spot in cui, con mega manifesti a Palermo, Catania e dintorni, i consiglieri 5 Stelle all'Ars siciliana promuovono il loro taglio stipendi e il progetto che c'è dietro per incentivare progetti di sviluppo urbano. Ma i cartelli pubblicitari, che recitano testualmente "Ci siamo tagliati lo stipendio prendetevi la vostra
parte", non vanno giù a un gruppo di ex attivisti delusi. E tra i rendiconti dei deputati all'Ars del M5S non è ancora stata inserita la voce relativa alla spesa per i cartelloni. A intentare una sorta di "class action" è Debora Borgese, ex militante catanese diffidata ed espulsa. "Sono stata espulsa - dice all'Adnkronos Borgese - perché avevo depositato una richiesta di remissione di mandato per il gruppo regionale, motivata da dinamiche poco chiare nell'assunzione dei collaboratori. In pratica, sono stata espulsa perché scomoda". Secondo gli ex 5 Stelle capitanati da Borgese, lo slogan adottato nello spot sarebbe "ingannevole, in quanto, in realtà, pubblicizza un progetto che è un vero e proprio concorso. Potranno beneficiare delle somme messe a disposizione solo i tre progetti che si aggiudicheranno il bando. Inoltre ad ogni progetto saranno assegnati 120.000 euro e non 360.000 come riportato nel materiale pubblicitario (360.000 euro è la somma complessiva per i tre progetti)". A rischio, stando alle accuse mosse dai promotori della segnalazione all'Antitrust, la tenuta stessa dell'iniziativa. "Il governo in Sicilia rischia di cadere un giorno sì e l'altro pure - assicura l'ex grillina - e, in tal caso, verrebbe meno l'erogazione dei fondi promessi che, ingannevolmente, vengono dati per certi [...] Non è la prima volta che i 5 Stelle giocano con le parole, lo stanno facendo anche a Roma con il microcredito". Secondo Borgese, inoltre, il concorso promosso dai consiglieri 5S in Regione "privilegia le associazione e gli enti con un numero maggiore di iscritti, così da nutrire il bacino elettorale del Movimento. Lanciano accuse a Renzi sugli 80 euro usati come spot elettorale, loro non differiscono molto". Da aprile - si legge su Giornalettismo - autonomi, PMI, micro imprese, professionisti, singoli imprenditori potranno ricevere un prestito da un fondo che però non è finanziato solo dai parlamentari del Movimento 5 Stelle ma è stato creato con decreti MEF e MISE. Deputati e senatori M5S ci contribuiscono versando all'interno del fondo (garantito dal MISE) i 10 milioni raccolti dagli ultimi due restitution days. Il fondo non serve solo a supportare imprese in difficoltà, ma anche a finanziare aziende che vogliono nascere ma non hanno i soldi per farlo. Tecnicamente, fanno sapere i consulenti del lavoro "il microcredito è formato da finanziamenti alle cosiddette fasce deboli, concessi senza prestazione di garanzie, per importi che possono arrivare al massimo a 25.000 euro per ciascun beneficiario".

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