giovedì 4 giugno 2015

Avere un politico in famiglia vale almeno 500 euro di stipendio in più

Avere un politico in famiglia rende almeno 500 euro di stipendio in più, con un incremento sulla retribuzione media pari al 3% circa, ma si può arrivare tranquillamente a 2.000 euro. E questo solo nell'impresa privata. E' quanto viene dimostrato nella ricerca presentata al Festival dell'Economia di Trento dagli economisti Marco Manacorda, docente di Economia alla Queen
Mary University di Londra, e Stefano Gagliarducci, docente presso l'Università di Roma Tor Vergata. I dati dal 1985 al 2011 di 300 mila politici e 800 mila lavoratori del settore privato sono stati spulciati e analizzati per scoprire, al di là delle percezioni comuni, il reale vantaggio economico di aver un parente in politica. "Le stime che troviamo sono intorno a cinquecento euro all'anno per individuo. Certo c'è un notevole grado di etereogenità, sono ritorni medi - ha detto Marco Manacorda presentando la ricerca - Le stime ci danno ritorni in termini di mesi lavorati di 1.2 - 1.3. Il che significa che viene dimostrato che ci sono tanto dei ritorni nell'accesso alle posizioni lavorative, tanto in termini di remunerazioni e di carriera e progressioni". Il fattore nepotistico determina un enorme condizionamento sulla crescita dell'intero sistema economico. Basta pensare che se un anno di studio in più equivale a un rendimento del 6 per cento sulla retribuzione media, avere un cugino politico di per sè garantisce un rendimento del 3 per cento. "C'è un ritorno a degli asset non produttivi per l'economia - ha sottolineato Manacorda - E questo tocca un tema di iniquità e di remunerazione di attività che non sono certo il merito o il capitale umano. E riduce potenzialmente la motivazione a investire in capitale umano. E questo è potenzialmente fonte di distorsione". Oltre a confermare un luogo comune tanto evidente, la ricerca ne smentisce altri: l'effetto nepotismo sembra essere più forte al Centro-Nord rispetto al Sud, e nelle città dove esiste una sede di tribunale il fenomeno risulta più frequente. La ricerca, tutt'ora in corso - il rapporto con i dati completi sarà disponibile tra un mese circa - è stata anticipata al Festival dell'Economia di Trento, presso Palazzo Geremia, nell'ambio dell'incontro "Affari di famiglia: nepotismo politico e carriere nelle imprese italiane". La ricerca condotta da Manacorda e Gagliarducci parte dal 1985, prima di "Mani Pulite" ed arriva fino al 2011; 27 anni nei quali si sono messi in connessione due database distinti: uno sui politici (fonte Ministero Interno) per il 97% appartenenti a consigli comunali ed uno sui lavoratori dipendenti del settore privato (fonte INPS). Questi due campioni sono quindi stati connessi attraverso le prime tre cifre del codice fiscale (parte del cognome) e la città di nascita. I risultati sono sorprendenti. "Fino al tempo zero, cioè prima dell'ingresso in politica - ha sottolineato Manacorda - i salari non differiscono granché da quelli di altri individui con caratteristiche simili. A partire dal tempo zero l'aumento dei ritorni è graduale e questo effetto sembra appiattirsi verso il terzo anno, per poi tornare alla situazione precedente dopo l'uscita dalla politica del familiare" [...] Fonte: Askanews.it


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