lunedì 13 luglio 2015

Euro summit: intesa su Grecia da 80 miliardi, ultimatum per riforme

Dopo 17 ore di drammatico negoziato, dalle 16 di domenica pomeriggio alle 9 di lunedì mattina, i capi di stato e di governo della zona euro hanno trovato un accordo dell'ultimo secondo per evitare il tracollo della Grecia e una uscita catastrofica del paese dall'unione monetaria. L'intesa è tutta da confermare. Non solo dipende dall'approvazione di molte misure impopolari in
Grecia, ma richiede anche il benestare di alcuni parlamenti nazionali, tuttora incerto. Le trattative, scrive Il Sole 24 Ore, sono state tesissime perché le parti hanno cercato disperatamente di salvare la faccia: da un lato i creditori che devono fare i conti con pubbliche opinioni critiche di Atene; dall'altro il governo Tsipras che ha fatto campagna in patria contro misure troppo restrittive di politica economica. Un accordo che non prevede il taglio del debito come invece era stato richiesto da Atene e un piano di salvataggio tra gli 82 e gli 86 miliardi in cambio di condizioni severe da attuare. Come riporta RaiNews24, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in conferenza stampa lo ha definito un accordo unanime e "siamo pronti per l''Esm", lo European Stability Mechanism, il Fondo salva Stati e salva-banche creato per proteggere dalle insolvenze l'Eurozona e che permetterà il sostegno finanziario del Paese ellenico. Le condizioni - aggiunge Tusk - sono rigide, severe, e i ministri delle finanze dovranno decidere "con urgenza come aiutare la Grecia con un finanziamento ponte per far fronte alle esigenze finanziarie immediate, ovvero quei 7 miliardi che servono entro il 20 luglio prossimo per ripagare i debiti arretrati al Fondo monetario internazionale e le prossime scadenze (in particolare 3,5 miliardi di debiti con la Bce). Il premier greco Alexis Tsipras, lasciando l'Euro summit, ha parlato di una decisione che mantiene la Grecia in condizioni di stabilità finanziaria e che dà la possibilità del rilancio. I creditori - chiarisce La Repubblica - hanno ottenuto da Atene la creazione di un fondo nel quale far confluire asset ellenici, da valorizzare fino a 50 miliardi di euro. Questi dovranno servire a ripagare il pacchetto di aiuti dell'Esm: è un piano di privatizzazioni forzato. Sarà un fondo basato ad Atene (e non in Lussemburgo, come sembrava in un primo momento), con un board di gestione da parte di esperti greci, sotto la supervisione delle istituzioni europee. L'Eurosummit ha chiarito che i proventi dalla gestione di questo fondo saranno diretti per 25 miliardi alla ricapitalizzazione del sistema bancario: sembra dunque che le banche prenderanno i fondi dall'Esm e questi verranno restituiti con i proventi delle privatizzazioni. Nel testo dell'Euro summit si chiarisce che il governo greco dovrà "consultarsi e accordarsi con le istituzioni europee su tutti i disegni di legge nelle aree sensibili, con il giusto anticipo prima che queste vengano sottoposte all'attenzione pubblica o al Parlamento".  Un ultimatum di tre giorni. E' questo - scrive Libero Quotidiano - il tempo che l'Eurogruppo ha concesso alla Grecia per approvare una serie di riforme indispensabili alla concessione di un altro grande prestito. Il documento sottolinea anche come, in caso di mancata approvazione delle riforme, non resti altra possibilità che la Grexit.


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