lunedì 18 aprile 2016

Renzi, referendum sulle trivelle respinto: non è sconfitta dei cittadini

Il referendum abrogativo sulla durata delle concessioni per le trivellazioni in mare non ha raggiunto il quorum. Per essere valido era necessario che alle urne si recasse la metà più uno degli aventi diritto mentre, secondo i dati diffusi dal Viminale, solo il 32,1% degli elettori ha deciso di votare. Voluto da nove regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche,
Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) che temono per conseguenze sull'ambiente e sul turismo, il quesito chiedeva di scegliere se abrogare la norma, introdotta con l'ultima legge di Stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè fino all'esaurimento del giacimento. Sebbene le società petrolifere non possano più ottenere nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso - secondo una norma approvata lo scorso dicembre - non hanno dunque scadenza certa. Dopo l'esito del voto, con l'affluenza di circa 18 punti inferiore al quorum del 50%, la norma rimane dunque in vigore così com'è: l'attività di estrazione potrà continuare fino all'esaurimento del giacimento. Il quorum è stato raggiunto solo in Basilicata (e in particolare nella provincia di Matera, dove ha votato il 52,69% degli aventi diritto). Obiettivo lontano in tutte le altre Regioni, con maglia nera al Trentino Alto Adige, dove ha votato solo un elettore su quattro (25,19%). Non ci si è è avvicinati neppure in alcuna delle regioni che si affacciano sull'Adriatico, le più direttamente interessate dal tema trivelle: la Puglia, il cui governatore Michele Emiliano è stato uno dei principali sostenitori del sì, si è fermata al 41,64%; Marche ed Emilia Romagna non sono andate rispettivamente oltre il 34,75 e il 34,29%; il Veneto si è fermato al 37,88%; il Friuli Venezia Giulia al 32,16%. Il risultato alla fine non avrà alcun effetto pratico, ma la vittoria dei sì è stata netta: 85,84% contro 14,16% dei no. "L'Italia ha parlato: questo referendum è stato respinto. E' un risultato netto, chiaro, superiore alle aspettative di tutti gli opinionisti". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha commentato il risultato del referendum abrogativo sulle trivelle in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Domani ci sarà la solita triste esibizione dei politici vecchio stile che dichiarano di aver vinto anche quando hanno perso. In politica bisogna saper perdere. Ci sono vincitori e degli sconfitti. Il governo non si annovera tra la categoria dei vincitori ma sta con operari e ingegneri che domani torneranno nei loro posti di lavori consapevoli di avere un futuro e non un passato", ha sottolineato il premier. "Gli sconfitti non sono i cittadini che sono andati a votare: chi vota non perde mai. Massimo rispetto per chi va a votare. Ma gli sconfitti sono quei pochi, pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione che ha voluto cavalcare un referendum per esigenze personali politiche", ha spiegato Renzi. I promotori dei referendum non ci stanno tuttavia a passare per sconfitti: il quesito non è passato, ma - sottolineano - circa 16 milioni di italiani che sono andati alle urne non sono pochi e hanno lanciato un messaggio chiaro.


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