domenica 26 giugno 2016

Brexit, Ue minaccia Regno Unito: divorzio veloce e non consensuale

Non sarà "divorzio consensuale": meno di 48 ore dopo la "Brexit" i membri fondatori dell'Ue lanciano un avvertimento nei confronti del governo di Londra, mentre Moody's cambia l'outlook del debito britannico da stabile a negativo, la Scozia avverte che un possibile secondo referendum di indipendenza è un'opzione "concreta" e la petizione per tornare
alle urne sull'appartenenza britannica all'Ue ha ampiamente superato il milione di firme. "Non è un divorzio consensuale, ma dopotutto non è stata neppure una grande relazione amorosa", ha affermato Jean-Claude Juncker, intervistato ieri in tarda serata dalla tv tedesca ARD. "Non capisco perchè il governo britannico abbia bisogno di aspettare sino ad ottobre per decidere se inviare o no la lettera di divorzio a Bruxelles. Vorrei riceverla subito", ha aggiunto, riferendosi alle dichiarazioni del premier britannico David Cameron, che dopo la vittoria della Brexit al referendum di giovedì ha annunciato le sue dimissioni e l'intenzione di lasciare al prossimo capo di governo l'avvio dei negoziati per l'uscita dall'Ue. Ma una seconda parola chiave da Bruxelles - e dagli altri Paesi membri - è "celerità": Londra, ha ribadito anche oggi Juncker, deve presentare "immediatamente" la richiesta di applicazione dell'articolo 50 dei Trattati, ovvero l'avvio dei negoziati per lasciare l'Unione. "Noi diciamo qui, assieme, che questo processo (per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, ndr) deve cominciare il prima possibile", ha detto il capo della diplomazia tedesca Frank-Walter Steinmeier, affiancato dai colleghi italiano Paolo Gentiloni, dal francese Jean-Marc Ayrault, l'olandese Bert Koender e il lussemburghese Jean Asselborn, ministri degli Esteri dei sei Paesi fondatori dell'Unione europea. I sei ministri si sono lasciati promettendo un'Europa "più forte" e che distingua tra Paesi "con diverse ambizioni", ovvero un'Ue a due velocità. Ayrault si è di fatto spinto ancora oltre ed ha chiesto che "nei prossimi giorni" a Londra si provveda alla nomina di un nuovo Primo ministro che gestisca l'uscita del Regno Unito al posto di un David Cameron già dimissionario e non certo in grado di imporre una qualsiasi politica al suo partito. Dopo il premier, la seconda vittima istituzionale della Brexit è Jonathan Hill, commissario europeo alla Stabilità finanziaria, che ha annunciato le proprie dimissioni: "Visto che passiamo a una nuova fase, non credo che sia positivo continuare in qualità di commissario britannico come se non fosse successo nulla", ha spiegato in un comunicato. Il capo dell'esecutivo Ue Juncker ha subito fatto sapere che ci sarà presto un nuovo membro britannico nella sua squadra, senza escludere l'assegnazione di un portafoglio. Sarà certamente una delega più 'leggera'. Come peraltro già ampiamente nelle previsioni, la "Brexit" ha rimesso in moto alche il motore dell'indipendentismo scozzese, che si è schierato massicciamente a favore della permanenza in Europa: un secondo referendum è ora "un'opzione concreta", ha avvertito la First Minister scozzese, Nicola Sturgeon, al termine di una riunione del governo regionale.


Via: AskaNews

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