sabato 23 dicembre 2017

Stop trasformisti e ostruzionisti in Senato, Grasso: ora più efficiente

Via libera alla norma che limita i cambi di casacca dei senatori durante la legislatura, iter più rapido e certo per le leggi di iniziativa popolare, abolizione del parere del Cnel. Sono alcune delle modifiche della riforma del regolamento approvata mercoledì 20 dicembre dal Senato. “Ai senatori della prossima legislatura diamo un Senato che potrà funzionare meglio. Grazie a tutti”, ha
commentato il presidente Pietro Grasso. Cambiano ben 66 articoli su 167 totali. La riforma è stata approvata articolo per articolo, in tutto quattro. Il primo, sul limite alla proliferazione dei gruppi parlamentari, è risultato il meno ‘popolare’: è passato ‘solo’ con 171 sì, 37 no e 4 astenuti. L’articolo 2 è passato con 207 sì, 4 contrari e 4 astenuti. L’articolo 3 con 204 sì, 2 no e 5 astenuti. Questi gli snodi principali. Ciascun gruppo, pur mantenendo la soglia minima di dieci senatori, deve rappresentare un partito o movimento politico, anche risultante dall’aggregazione di più partiti o movimenti politici, che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno. Nuovi gruppi, dunque, potranno essere costituiti, anche in corso di legislatura, solo se corrispondono a partiti o movimenti politici che si siano presentati alle elezioni uniti o collegati. Inoltre, il nuovo regolamento stabilisce che i vicepresidenti e i segretari d’aula che entrino a far parte di un gruppo diverso da quello al quale appartenevano al momento dell’elezione, decadono dall’incarico. Con riguardo alle Commissioni permanenti è prevista la decadenza da tutte le cariche dell’Ufficio di Presidenza. Il consiglio di presidenza del Senato dovrà adottare un codice di condotta dei senatori che stabilisca principi e norme di condotta ai quali i senatori devono attenersi. Di norma, i disegni di legge saranno assegnati alle commissioni permanenti in sede deliberante o redigente, fatta eccezione per i disegni di legge costituzionali e di revisione costituzionale, in materia elettorale, deleghe legislative, ratifiche di trattati internazionali, bilanci e consuntivi, decreti-legge recanti disposizioni in materia di ordine pubblico e disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica. Si prevede l’introduzione di sedute uniche, anziché suddivise in antimeridiane e pomeridiane, con la riserva di due settimane di lavori al mese dedicate esclusivamente ai lavori delle Commissioni. Si riducono a dieci minuti i tempi di intervento, contro i venti attuali, fatti salvi i richiami strettamente procedurali, la cui durata è ridotta a cinque minuti. Viene circoscritta la possibilità di presentare determinate richieste ad un solo rappresentante per ciascun gruppo. Sempre per arginare eventuali manovre ostruzionistiche viene stabilito che la discussione sul complesso degli emendamenti presentati ai singoli articoli sia ristretta a due senatori per ciascun gruppo. Non sarà più possibile ricorrere strumentalmente al voto segreto per le deliberazioni concernenti la tutela delle minoranze linguistiche. Pur restando fermo il principio della votazione per alzata di mano, essa verrà comunque di regola effettuata con procedimento elettronico, al fine di agevolare il computo dei voti. L’esame dei disegni di legge d’iniziativa popolare dovrà essere concluso entro tre mesi dall’assegnazione. Viene soppresso l’articolo 49 del regolamento che prevede la possibilità per le commissioni di chiedere al presidente del Senato di invitare il Cnel ad esprimere il proprio parere su questioni al loro esame che importino indirizzi di politica economica, finanziaria e sociale, o che comunque rientrino nell’ambito della economia e del lavoro.


Via: AskaNews

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