martedì 6 marzo 2018

Politiche 2018: sconfitti a uninominale, ma con paracadute ripescati

Il proporzionale riporta in gioco alcuni grandi sconfitti delle sfide secche - quelle dei collegi uninominali - come la presidente della Camera, Laura Boldrini (solo quarta, con il 4,6% dei voti, a Milano dov’era candidata con Liberi e Uguali e dove invece ha vinto Bruno Tabacci del centrosinistra) o Luigi Bersani (sempre Liberi e Uguali: appena 4% a Verona). Ripescati anche i
ministri uscenti, il dem Marco Minniti (Esteri) - 29% delle preferenze - mandato al tappeto a Pesaro dal grillino Andrea Cecconi (al centro dello scandalo “rimborsopoli”) e Dario Franceschini (Cultura), che con il 29,5% va ko nella sua Ferrara. Rientra in gioco anche Michaela Biancofiore, sconfitta nel duello con Maria Elena Boschi (Pd) a Bolzano. Ora la coordinatrice regionale di Forza Italia in Trentino Alto Adige è stata eletta, grazie al proporzionale, nel collegio di Piacenza. Entra in Parlamento anche Lucia Annibali, l’avvocatessa del Pd leader nella guerra alla violenza sulle donne, che a Parma aveva perso il duello nell’uninominale, ma ora risulta eletta grazie alla ripartizione proporzionale in Veneto. Nuova chance, tra gli altri, pure a Nicola Fratoianni (Leu), Mara Carfagna (Forza Italia), Guido Crosetto (Fratelli d’Italia), Stefania Prestigiacomo (Forza Italia), Debora Serracchiani (Pd), Vittorio Sgarbi (Forza Italia), Stefano Fassina (Leu), Guglielmo Epifani (Leu), Gianni Pittella (Pd), il capitano della Marina che sgridò Schettino, Gregorio De Falco (M5s), la ministra uscente Valeria Fedeli (Pd), il ministro uscente alla Giustizia, Andrea Orlando (Pd), il vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, il dem Matteo Orfini e il giornalista Gianluigi Paragone. Sono 607 i seggi finora ripartiti alla Camera in base ai risultati delle elezioni politiche, secondo quando indicano i dati, ancora non definitivi (restano da scrutinare una trentina di sezioni), del Viminale. Il Movimento 5 Stelle vede finora assegnati 221 seggi, il numero più alto, di cui 133 in base alla quota proporzionale e 88 ottenuti dai candidati nell’uninominale. Il centrodestra ne ha 260, di cui 73 alla Lega, 59 a Forza Italia, 19 a Fratelli d’Italia assegnati in base alla quota proporzionale e 109 con quello uninominale. Il Pd ne ha per ora 112 in totale, di cui 24 sull’uninominale e 86 sul proporzionale. Escludendo il riepilogo della circoscrizione Valle d’Aosta, sono 308 invece i seggi finora ripartiti al Senato in base ai risultati delle elezioni politiche, secondo quando indicano i dati, ancora non definitivi del Viminale, quando restano da scrutinare meno di 30 sezioni. Al centro destra vengono assegnati 135 seggi totali, di cui 37 alla Lega, 33 a Forza Italia, 7 a Fratelli d’Italia assegnati in base alla quota proporzionale e 58 con l’uninominale. M5S vede finora assegnati in totale 112 seggi, di cui 44 relativi ai collegi uninominali e 68 alla quota proporzionale. Il Pd totalizza 56 seggi, di cui 13 relativi ai collegi uninominali e 43 al proporzionale; al conteggio si aggiunge un seggio a Svp, 4 seggi vanno a Liberi e Uguali. L’affluenza definitiva degli elettori alle urne per la Camera è stata del 72,93%, in calo del 2,31 rispetto alle precedenti politiche. Per il Senato è stata invece del 72,99%, in calo del 2,27 rispetto al dato del 2013. Il dato è arrivato con forte ritardo, 17 ore dopo la chiusura dei seggi. Intanto prosegue il dibattito polico: Salvini si dice pronto a un esecutivo del centrodestra. “Inizia la terza repubblica”, esulta Di Maio. Il leader M5s sarà nella sua Pomigliano, ad Acerra e a Volla. La Commissione europea ribadisce “fiducia in Mattarella per la formazione di un Governo stabile”. Nelle regionali in Lombardia stravince Fontana, mentre nel Lazio si conferma Zingaretti.



Via: La Stampa

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